Biomassa è un termine che riunisce una vastissima gamma di materiali, di natura estremamente eterogenea e che si possono presentare in diversi stati fisici.(forma solida, liquida e persino gassosa)
In generale, si può dire che è biomassa qualsiasi sostanza organica di origine vegetale o animale che non ha subito alcun processo di fossilizzazione(diversamente dal petrolio, carbone o gas metano ), dalla quale è possibile ottenere energia.
In altri termini con biomassa ci si può riferire ad ogni sostanza che deriva direttamente o indirettamente dalla fotosintesi clorofilliana, processo tramite il quale le piante, utilizzando l’energia radiante del Sole, convertono la C02 (carbonio inorganico) presente nell'atmosfera in zuccheri, quindi in materiale organico, restituendo ossigeno in atmosfera. La biomassa rappresenta quindi la forma più sofisticata di accumulo dell' energia solare.
La biomassa è considerata una fonte rinnovabile di energia perché l'anidride carbonica che libera durante la combustione può essere riassorbita da altre piante nella fase di crescita, formando un ciclo a emissioni nulle. Cioè la quantità di anidride carbonica emessa durante la combustione, corrisponde più o meno a quella che viene assorbita dai vegetali durante il processo di crescita.

Sono fonti delle biomasse la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti ed i residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali ed animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani.
Le biomasse possono ritrovarsi in forma solida o liquida (biocarburanti) o persino gassosa (es. a seguito di processi di fermentazione o gassificazione artificiale o naturale).
Il Decreto del ministero delle politiche agricole e forestali n. 401. art. 1, comma 3, definisce biomasse:
• La legna da ardere
• I residui lignocellulosici
• I sottoprodotti di coltivazioni agricole, e di trasformazioni agro-alimentari
• Le colture agricole e forestali dedicate
• I liquami e reflui zootecnici
Dalle biomasse è possibile produrre energia termica ed energia elettrica sia in modo diretto (utilizzandole come combustibili) sia in modo indiretto (trasformandole in combustibili di tipo gassoso, liquido o solido).
Dalle agro-energie, cioè dalle fonti di energia ricavate dai processi agricoli si può ricavare
Dalle Biomasse forestali
dai rifiuti vegetali e liquami di origina animale, rifiuti solidi urbani
La procedura di trasformazione delle biomasse dipende dal prodotto finale:
I carburanti biologici come bioetanolo, biodiesel, idrocarburi sintetici e oli vegetali possono essere ottenuti per fermentazione, spremitura o altri processi chimici.
Dalle piante di girasole, colza e soia , attraverso la spremitura si ottiene il biodiesel.
Dalla canna da zucchero, barbabietole e mais, tramite processi di fermentazione, si ricavano i biocarburanti.
Da una particolare procedura nota come BTL(Biomass To Liquid) (composta da 3 fasi. Gassificazione a bassa temperatura, gassificazione ad alta temperatura, sintesi di Fisher-Tropsch) si possono trasformare le biomasse di qualsiasi tipologia in biodiesel.
L’energia termica può essere ricavata direttamente bruciando la biomassa legnosa (ciocchi di legna o pellet) in caldaie a elevato rendimento o impianti di cogenerazione, che producono anche energia elettrica.
Molte biomasse, attraverso uno specifico processo di digestione anaerobica, possono inoltre essere trasformate in biogas , che a sua volta viene impiegato per la generazione diretta di energia o come combustibile.
Trarre energia dalle biomasse ha diversi vantaggi:
Le biomasse rappresentano dopo l'eolico e il solare fotovoltaico la fonte rinnovabile con il maggior sviluppo negli ultimi dieci anni.
All’avanguardia, nello sfruttamento delle biomasse come fonte energetica, sono i Paesi del centro-nord Europa, che hanno installato grossi impianti di cogenerazione e teleriscaldamento alimentati a biomasse.
La Finlandia rappresenta l'esempio più calzante per descrivere l'importanza delle biomasse e le possibilità di utilizzo. Gran parte degli scarti della lavorazione della carta e del legno dell'industria finlandese sono destinati alle centrali termiche per produrre energia dalle biomasse. Evitando in questo modo di dover stoccare gli scarti in discariche o pagare per il loro incenerimento.
Secondo uno studio condotto dall’Enea, attualmente le biomasse contribuiscono in Italia a meno del 2% del fabbisogno energetico primario. Tale contributo è largamente al di sotto del potenziale disponibile, ed è in gran parte dato dalla legna da ardere utilizzata in caminetti e stufe, spesso obsoleti e poco efficienti
Ciò è dovuto al fatto che non sono particolarmente sviluppate le tecnologie che consentirebbero di sfruttare al massimo le biomasse allo scopo di ottenere elevate qualità e notevole rendimento.
Infine un freno allo sviluppo delle biomasse è dato dalle procedure di autorizzazione agli impianti di produzione sono particolarmente complesse e affette da un eccesso di burocrazia.