Le apparecchiature che utilizzano le biomasse sono diverse

  • Caminetti ed inserti da integrare in un camino preesistenti , a legna e pellet   

 

 


Stufe ad aria a legna e pellet , utilizzate solo per riscaldare gli ambienti





  • Termo-camini e termo-stufe a legna, pellet , collegati all’impianto termoidraulico dell’abitazione, producono acqua calda per il riscaldamentocollegamento con impianti termici

 

  • Caldaia a legna, pellet, policombustibili



  • Termo-cucine e forni , a legna o pellet 

 

Esiste in commercio una svariata gamma di prodotti con materiali, sistemi di combustione, dispositivi di sicurezza sempre più efficienti . Le più moderne sono facili da installare e gestire , da caricare, pulire e sono dotate di centraline digitali per l’accensione

Vedi caldaia a biomasse nell’impianto di riscaldamento

 

LA CALDAIA A BIOMASSE per impianti di riscaldamento domestico

Permette la trasformazione dell’energia chimica intrinseca alla biomassa in energia termica attraverso reazioni chimico-fisiche.

Negli ultimi anni, le tecnologie per l’utilizzazione delle biomasse forestali in impianti di riscaldamento domestici, hanno raggiunto notevoli progressi in termini di livelli di efficienza, affidabilità e confort, del tutto simili a quelli degli impianti tradizionali a gas o gasolio.

Si possono adottare soluzioni impiantistiche avanzate come l’estrazione automatica delle ceneri, caricamento automatico di pellet e cippato e pulizia automatica degli scambiatori di calore, regolazione della potenza tramite telecomando, serbatoio di accumulo, integrazione con i pannelli solari.

Bruciare legna è inquinante se lo si fa con tecnologie obsolete come i vecchi camini aperti o le vecchie stufe. Nelle moderne caldaie a legna le emissioni di polveri sottili, ossidi di zolfo e azoto, monossido di carbonio sono paragonabili a quelle delle caldaie tradizionali a combustibili fossili. In ogni caso, come detto in precedenza, l’emissione dell’anidride carbonica (CO2) è pari a quella che è stata sottratta all’atmosfera durante la crescita delle piante.

 

Combustibili per caldaia a biomasse

LEGNA IN CIOCCHI 

che dovrebbe avere un contenuto di umidità non superiore al 25%, ottenibile con almeno 1 anno di stagionatura all’aria e sotto una tettoia. La scarsa umidità riduce la formazione di condensati corrosivi e la fumosità.

Il legno è il materiale ricavato dai fusti delle piante, in particolare gli alberi ma anche arbusti, dal legno delle conif re e dal quello delle latifoglie

Per impianti unifamiliari, specie se si ha accesso gratis o a poco prezzo al combustibile, una soluzione ottima sono invece le caldaie a legna tal quale: le più moderne, quelle a gassificazione e a fiamma inversa arrivano a rendimenti anche sopra al 90%, hanno l'accensione automatica, sono modulabili e si interfacciano perfettamente con un termostato. Il limite più grande è che richiedono un minimo di lavoro: le cariche di legna, una o due al giorno, vanno effettuate a mano, la cenere va svuotata ogni 2- 3 giorni e - mentre alcune hanno un automatismo che lo fa al posto vostro - altre necessitano di una pulizia settimanale degli scambiatori.

PELLET

Il legno in pellet è un combustibile ricavato dalla segatura degli scarti industriali del legno essiccata e poi compressa in forma di piccoli cilindri con un diametro di qualche 6-8 millimetri e lunghezza di 1,5-2 cm.

Il pellet può essere prodotto utilizzando varie tipologie di biomasse legnose e segatura di legno purché non contengano vernici, collanti o altre sostanze tossiche. La capacità legante della lignina, contenuta nella legna, permette di ottenere un prodotto compatto senza aggiungere additivi e sostanza chimiche estranee al legno. Si ottiene, quindi, un combustibile naturale ad alta resa.

Questo combustibile si distingue per la bassa umidità (inferiore al 12 %) e per la sua elevata densità nonché per la regolarità del materiale. Il peso specifico del pellet sfuso è di circa 6-700 kg/m3, molto più elevato di quello di altri combustibili legnosi non pressati (cippato, trucioli). Il potere calorifico raggiunge le 4200 kcal/kg, con una densità energetica di 3000 – 3400 kWh/m3.

I cilindretti che si ottengono pressando i residui dalla lavorazione del legno presentano caratteristiche migliori rispetto al cippato e alla legna tal quale in termini di maggiore contenuto energetico, pezzatura più uniforme e costante, minore contenuto di acqua. Grazie alla pressatura, il potere calorifico del pellet, a parità di volume, ma non di peso, è circa doppio rispetto al legno. Sul rendimento calorico influisce anche la percentuale di legni duri contenuti.

SANSA DI OLIVE

La sansa di olive è un sottoprodotto del processo di estrazione dell'olio d'oliva composto dalle buccette, dai residui della polpa e dai frammenti di nocciolino.

Gli utilizzi principali che può avere la sansa sono i seguenti:

- Conferimento in sansificio per l'estrazione dell'olio di sansa.

- Distribuzione su terreni agrari come ammendante.

- Impiego come combustibile per riscaldamento.

Attualmente sono disponibili macchine per il trattamento delle sanse che separano l'acqua, le buccette e la polpa dal nocciolino. Il nocciolino puro si presenta come un ottimo combustibile, di facile impiego e dotato di un elevato potere calorico, da usare in alternativa al legno ed al pellet per bruciatori e stufe.

CIPPATO

Si tratta di legname in scaglie della dimensione di qualche centimetro (detto anche “legno sminuzzato” o “chips di legno”) ottenuto con apposita macchina( la cippatrice). Per produrre cippato viene utilizzato legno di qualità inferiore, come i residui delle potature boschive , agricole o urbane, oppure ancora i sottoprodotti delle segherie. Il cippato ha il vantaggio di recuperare scarti che altrimenti sarebbero inutilizzati.

Il cippato può essere di tre tipologie:

verde, contenente anche fogliame (soprattutto aghi), in quanto ottenuto dalla riduzione in chips di piante intere o di porzioni della chioma.

marrone, se sono cippati rami e tronchetti con corteccia

bianco, che deriva dalla sminuzzatura di solo legno, ovvero di fusti o tronchetti preventivamente scortecciati;

Il cippato è conveniente soprattutto per impianti centralizzati o per reti di teleriscaldamento perchè la sua combustione, a differenza di quella del pellet, richiede caldaie piuttosto sofisticate a causa della non perfetta omogeneità del materiale. Inoltre il cippato richiede grossi silos ed un estrattore e dunque

Tipologie di caldaie a biomassa per riscaldamento

Componenti principali di una caldaia a biomasse per riscaldamento:

  • Caldaia

  • Centralina di controllo

  • Bollitore per acqua calda sanitaria

  • Eventuale Accumulatore inerziale del calore

1.Caldaia a fiamma inversa per la combustione di legna in ciocchi

In queste caldaie la camera di combustione è situata al di sotto del vano nel quale viene caricata la legna e una ventola per la circolazione forzata dell’aria comburente permette di ottenere una combustione ottimale, massimizzando il rendimento e minimizzando le emissioni inquinanti.

L’inversione della fiamma consente di ottenere una combustione progressiva della legna, che non prende totalmente fuoco nel vano di carico, ma brucia solamente quando giunge in prossimità della griglia. Questo fa si che la potenza erogata dalla caldaia sia più stabile nel tempo, e che la combustione possa essere meglio controllata, aumentando il rendimento e riducendo le emissioni inquinanti.

I modelli più avanzati si avvalgono di sistemi di regolazione e microprocessore e raggiungono rendimenti termici oltre il 90%

L’installazione ottimale di una caldaia a legna prevede la presenza di un accumulatore inerziale, un serbatoio d’acqua termicamente isolato, collegato direttamente alla mandata della caldaia tramite un’apposita pompa. L’acqua contenuta nell’accumulatore è pertanto la stessa che circola in caldaia e nel- l’impianto di riscaldamento.

Per ridurre la formazione di condensati corrosivi e la fumosità, le caldaie a fiamma inversa dovrebbero essere alimentate unicamente con legna da ardere con contenuto di umidità non superiore al 25%. Questo si ottiene con la stagionatura per almeno un anno all’aria, preferibilmente sotto una tettoia.

Possono essere utilizzate praticamente tutte le essenze, comprese le conifere o legni leggeri come il pioppo. I risultati migliori, tuttavia, in termini di durata della combustione, si ottengono con essenze forti come robinia, faggio, quercia

.

2.Caldaie a cippato

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Le caldaie a cippato utilizzano legno vergine ridotto in piccoli pezzi della dimensione di qualche centimetro, stoccato in un silo e caricato automaticamente per mezzo di appositi dispositivi meccanici.

I rendimenti e il comfort sono gli stessi delle caldaie a gas/gasolio. Gli impianti a cippato sono particolarmente indicati per il riscaldamento di edifici di dimensioni medie o grandi, quali, condomini, alberghi, ecc

La combustione avviene in caldaie a griglia che può essere:

  • fissa, per bruciare materiali fini e a basso contenuto di umidità
  • mobile, per bruciare combustibili a pezzatura grossolana e ad alto contenuto di ceneri ed umidità (fino al 50% in peso di acqua), quali le biomasse forestali fresche di taglio.


3.
caldaie a pellet

Il pellet è un combustibile costituito da legno essiccato e pressato in piccoli cilindretti, senza alcuna aggiunta di additivi, ed ad alta densità energetica. A causa della forma cilindrica e liscia e delle piccole dimensioni, il pellet tende a comportarsi come un fluido, il che agevola la movimentazione del combustibile e il caricamento automatico delle caldaie.

Le moderne caldaie a pellet sono completamente automatizzate: a differenza di quanto avviene per la legna, è possibile regolare accensioni e spegnimenti automatici dell'impianto, il che rende le caldaie a pellet del tutto simili a quelle a metano, per quanto riguarda il comfort e la facilità di gestione.

Il livello di autonomia dipende dalle dimensioni del silo di stoccaggio, che può variare da un piccolo contenitore caricato a mano in prossimità della caldaia ad un vano di diversi metri cubi .

Nei sistemi più avanzati la regolazione dell’aria comburente e del flusso di combustibile vengono effettuate automaticamente ad opera di un micro processore.

4.Caldaie a biomasse policombustibili

Le caldaie alimentate con policombustibile possono utilizzare come materiale le più svariate Biomasse Legnose e Vegetali provenienti da scarti e residui della lavorazione del legno e del settore agricolo, quali

nocciolini di oliva, gusci triti, mais, potature ecc, in combinazione con pellet o legna evitando la dipendenza da un unico combustibile e garantendo ugualmente un'alta produzione di calore.

Il combustibile solido può essere utilizzato trito anche in pezzature disomogenee



Grazie all’ utilizzo di varie biomasse per produrre energia , la caldaia policombustibile permette di ottenere notevoli risparmi nei costi di gestione , considerando anche che la quantità di calore prodotto è buona rispetto alla quantità di combustibile.

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